Il decesso di un familiare comporta oneri e pratiche da seguire che  - per quanto noiose e inappropriate allo stato di prostrazione in cui si trovano i familiari – sono, tuttavia, necessarie e talvolta obbligatorie. È il caso della successione, una dichiarazione che va fatta in presenza di determinati parametri, anche in assenza di testamento. In fin dei conti, le onoranze funebri sono il problema minore, l’incombenza meno difficoltosa (soprattutto se affidata a La Cattolica San Lorenzo, il cui sito è il seguente www.cattolicasanlorenzo.it). Ecco, dunque, una guida alle pratiche di successione, come si calcolano le quote di eredità e quali novità sono state introdotte.

Cos’è la successione

La dichiarazione di successione e relativa imposta è una tassa che grava sugli eredi qualora il defunto lasci un patrimonio (beni mobili e immobili come case, terreni e conto titoli, investimenti bancari e simili). La tassa si versa nelle casse dello Stato tramite l’Agenzia delle entrate e viene calcolata in base a quanto dichiarato in successione.

Con l’entrata in vigore del Decreto Semplificazioni, la dichiarazione di successione deve essere presentata esclusivamente online a partire dal 2018, dopo una fase di transizione avviata nel 2017 in cui si è potuto presentare la dichiarazione sia online che manualmente.

La dichiarazione di successione si presenta entro un anno – 12 mesi -  dalla data di decesso del familiare.

Chi deve fare la successione e quali sono le quote di eredità

Le franchigie di esenzione dall’imposta occorrono quando:

  • il lascito è inferiore a 1 milione di euro, calcolato pro-capite nel caso in cui gli eredi sono coniugi, figli o genitori;
  • in caso di eredi come fratelli o sorelle, la franchigia scende a 100.000 €;
  • in caso di eredi disabili, la franchigia sale a 1,5 milioni di €;
  • nessuna franchigia per gli altri parenti per cui l’aliquota è fissata al 6% per zii e nipoti e 8% per altri soggetti.

Le imposte catastali e ipotecarie sono pari al 2% del lascito e si versano prima di presentare la dichiarazione di successione. L’imposta di successione viene notificata agli eredi dall’Agenzia delle Entrate tramite avviso di liquidazione.

Il calcolo delle quote – in assenza di testamento – si effettua in base al numero e tipologia di eredi:

  • al coniuge e a 1 figlio: 50% tra i due eredi;
  • coniuge e da 2 figli in su: 1/3 al coniuge e 2/3 ai figli indipendentemente dal numero e suddivisi in parti uguali;
  • solo il coniuge e parenti collaterali (fratelli, sorelle, genitori): 2/3 al coniuge e 1/3 agli altri eredi;
  • solo figli e assenza di coniuge: intera eredità;
  • in assenza di coniuge e figli: intera eredità ai collaterali;
  • in assenza di parenti stretti: eredità distribuita fino al 6° grado di parentela;
  • in assenza di eredi di ogni ordine e grado: eredità allo Stato.

Il diritto di abitazione della casa – anche in presenza di più eredi – spetta sempre al coniuge (anche separato). Gli affini, diretti e indiretti (quali suoceri, nuore, generi, cognati) non entrano mai nell’asse ereditario in successione.

I momenti di fragilità emotiva mettono spesso maggiormente a rischio la nostra sicurezza sia fisica che mentale e questo perché c’è chi purtroppo approfitta di questi momenti per truffare, ingannare, rubare. La perdita di una persona cara o di un animale domestico provoca un senso di destabilizzazione che potrebbe spingere i malintenzionati e i truffatori ad aggiungere un carico di dolore ulteriore a quello che si sta vivendo. Le truffe che riguardano il business del “caro estinto” sono sempre più spesso denunciate, mentre sono in aumento quelle che riguardano il trattamento dopo la morte degli animali domestici, truffe che difficilmente vengono, poi, denunciate, soprattutto per la vergogna di essere stati truffati e per il giudizio degli altri sul richiedere dei servizi funebri specifici per animali. Il problema relativo alle truffe sulla cremazione di cani e gatti è reale e merita attenzione.

In cosa consistono le truffe sulla cremazione di cani e gatti

La legge prevede che per gli animali, si provveda alla rimozione della carcassa, tramite cremazione che può essere sia collettiva (senza possibilità di restituzione delle ceneri) che singola. Quest’ultima è la formula consigliata – anche se più costosa – per essere sicuri che tutto si svolga nel modo corretto e si può ricevere indietro l’urna con le ceneri del proprio animale (per informazioni sulla cremazione degli animali clicca qui). Ma la cremazione singola non è garanzia di correttezza. Nella maggior parte dei casi ci si affida al proprio veterinario o a ditte di fiducia segnalate dai veterinari per lo svolgimento delle pratiche. Prima di fidarsi ciecamente del veterinario o di affidarsi a una qualsiasi ditta specializzata è bene verificare e informarsi personalmente della bontà dei servizi offerti. È importante saper scegliere ditte serie o anche agenzie funebri per esseri umani in grado di offrire servizi e informazioni anche sulla cremazione degli animali (per esempio a Roma ci si può rivolgere anche a Cattolica San Lorenzo).

A volte i veterinari sono conniventi, ma nella maggior parte dei casi sono essi stati vittime di truffatori che cercano di “aggiudicarsi” lo smaltimento della carcassa prendendo denaro in cambio di … sabbia al posto delle ceneri e documenti o certificati di decesso falsi, inesistenti trasporti verso cimiteri “fantasma” per animali e così via. Le cifre “truffate” si aggirano tra i 350 € e i 500 €, vale a dire il costo medio di questa tipologia di servizi e uno dei motivi per cui spesso la vittima rinuncia alla denuncia accettando la beffa e l’inganno, oltre al dubbio di non sapere che fine ha realmente fatto il proprio caro amico peloso.

Cosa fare per evitare le truffe

Per evitare di essere truffati non resta che fidarsi solo di se stessi e di informarsi adeguatamente sulle ditte a cui ci si rivolge e soprattutto cercare di seguire personalmente tutte le pratiche  e le fasi del processo crematorio, nonché essere presenti durante le operazioni (prelievo, trasporto, cremazione).

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ADR sta per European Agreement concerning the International carriage of Dangerous goods by Road, in sostanza è il regolamento europeo sul trasporto di merci pericolose su strada in cui si specificano quail sono le merci pericolose il cui trasporto su gomma e vietato e quale merci, invece, possono essere trasportate a determinate condizioni. Si tratta di disposizioni che fanno parte del ciclo della gestione dei rifiuti e che per complessità delle norma spesso richiede l’assistenza e la consulenza di imprese specializzate come la Nova Ecologica a Roma e provincia (si possono consultare i servizi di consulenza al link: http://www.consulenza.novaecologica.it/consulenza-gestione-rifiuti.html).  Il Regolamento ADR è molto ampio e spazia dalla classificazione delle merci (compresi i criteri e i metodi di prova) all’uso degli imballaggi, delle cisterne, le procedure di spedizione (compresi marcatura, etichettatura, bolli e documentazione di trasporto)uso dei mezzi di trasporto.

Quali sono gli attori del regolamento ADR

Il regolamento si applica a tutti gli operatori (trasportatori, speditori, caricatori, destinatari, imballatori, riempitori, scaricatori) nel campo della gestione dei rifiuti pericolosi i quali devono essere adeguatamente formati per le attività e le responsabilità che ricoprono durante tutta la fase di trasporto. In ordine di “catena” delle attività, i soggetti interessati sono:

  1. Riempitore: chi è preposto a riempire i contenitori per il trasporto con merci pericolose (cisterne o container);
  2. Imballatore: chi prepara gli imballaggi e i colli al fine del trasporto;
  3. Caricatore: chi – impresa o persona fisica – preposto al carico delle merci imballate in container o cisterne su apposito veicolo;
  4. Speditore/mittente: chi spedisce le merci pericolose per contro proprio o terzi;
  5. Trasportatore: chi esegue il trasporto;
  6. Destinatario: chi riceve secondo contratto le merci pericolose da smaltire;
  7. Scaricatore: chi rimuove o scarica un container o una cisterna dal veicolo di trasporto.

Le imprese preposte alla gestione e trasporto dei rifiuti pericolosi, designano uno o più consulenti per la sicurezza del trasporto il cui compito è facilitare e prevenire i rischi a persone, cose e ambienti. Tutte le imprese, infatti, soggette all’accordo ADR devono nominare un consulente ADR (secondo quanto previsto dall’art. 11, comma 1, capitolo 1,8 del D.Lgs, n. 35 del 27 gennaio 2010).

Quali sono gli adempimenti del consulente ADR

Le funzioni e i compiti di un consulente ADR sono:

  • Verificare il rispetto delle disposizioni sul trasporto delle merci pericolose;
  • Fornire consigli all’impresa sulle operazioni opportune da attivare nel trasporto;
  • Redigere una relazione annuale sulle attività di trasporto merci pericolose da inoltrare alla direzione dell’impresa o dell’ente locale pubblico. Le relazioni restano negli archivi per almeno 5 anni e messe a disposizione delle autorità di controllo su richiesta.
  • Consigliare la scelta sui fornitori, subfornitori e altri operatori del settore;
  • Verificare che il personale preposto in ogni fase del trasporto di merci pericolose sia adeguatamente istruito, consapevole dei rischi e adeguatamente formato per la sua attività;
  • Introdurre misure di sensibilizzazione e consapevolezza dei rischi;
  • Avviare procedure di verifica in tutte le fasi del trasporto;
  • Prevedere un piano di security come stabilito al punto 1. 10.3.2. del Regolamento ADR.

La violazione delle norme ADR sono sottoposte a regime sanzionatorio, che per quanto concerne l’Italia è affidato al Codice della Strada, art. 168 per le sanzioni in materia di assenza della documentazione professionale e dei certificato di trasporto, mancanza di autorizzazioni e inosservanza delle prescrizioni sul trasporto delle merci pericolose su strada.

Le persone che scelgono dopo la morte la cremazione sono sempre di più, grazie anche al fatto che oggi viene accettata dalla chiesa che era stata contraria per molti anni. Ad oggi sono molte le onoranze funebri che offrono il servizio di cremazione Roma, che prevede un processo che viene diviso in diverse fasi e l’utilizzo di specifici forni crematori. La cremazione  e la dispersione delle ceneri sono contenute all’interno della legge del 30 marzo 2001 n 1030 e nel DPR 285/1990 rilasciato dalla polizia mortuaria e dal DPR 254/2003 in relazione allo smaltimento dei rifiuti.